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Si intensifica lo sterminio e la pulizia etnica da parte di Israele

Le atrocità commesse impunemente contro i palestinesi mettono a rischio l’ordine internazionale

Palestinesi si accalcano per ricevere i pasti caldi distribuiti da un'organizzazione umanitaria, mentre la crisi alimentare continua. Beit Lahia, Gaza, 28 ottobre 2025. © 2025 Abdalhkem Abu Riash/Anadolu via Getty Images

(Gerusalemme) – Nel 2025 le forze israeliane hanno intensificato le atrocità contro i palestinesi, comprese violazioni che configurano crimini di guerra, crimini contro l’umanità, atti di genocidio e pulizia etnica, ha affermato Human Rights Watch nel rapporto annuale 2026 pubblicato oggi. Le forze israeliane hanno ucciso, mutilato, affamato e sfollato forzatamente la popolazione palestinese, distruggendo abitazioni e infrastrutture civili su una scala senza precedenti nella storia recente di Israele e Palestina.

Secondo il Ministero della Salute di Gaza, l’offensiva di Israele nella Striscia di Gaza ha portato all’uccisione di oltre 69.000 palestinesi, di cui oltre 19.000 bambini. Dopo il cessate il fuoco dichiarato a ottobre con la mediazione degli Stati Uniti, sono stati rilasciati gli ultimi ostaggi israeliani ancora in vita e centinaia di palestinesi detenuti nelle carceri di Israele, in molti casi senza alcun processo o accusa formale. Ma non si sono interrotti i gravi abusi commessi dalle autorità israeliane, compresi i crimini contro l’umanità di apartheid e persecuzione.

«La carneficina e la devastazione di Gaza sono un attacco all’ordine internazionale, nato dalle ceneri della Seconda guerra mondiale» ha detto Adam Coogle, vicedirettore per il Medio Oriente di Human Rights Watch. «Il cessate il fuoco non ha fermato i crimini di Israele, né deve impedire agli altri Stati di adottare misure urgenti per porre fine agli abusi e assicurare la giustizia».

Nelle 529 pagine del rapporto annuale 2026, giunto alla sua 36ª edizione, Human Rights Watch analizza la situazione dei diritti umani in oltre 100 paesi. Nell’introduzione, il direttore esecutivo Philippe Bolopion scrive che contrastare l’ondata autoritaria che sta attraversando il mondo rappresenta la sfida di una generazione. Mentre il sistema dei diritti umani è esposto a minacce senza precedenti da parte dell’amministrazione Trump e di altre potenze globali, Bolopion esorta le democrazie rispettose dei diritti e la società civile a formare un’alleanza strategica per difendere le libertà fondamentali.

  • Nella Striscia di Gaza, le autorità israeliane hanno usato la fame come arma di guerra: imponendo un assedio totale di oltre 11 settimane, limitando pesantemente l’ingresso degli aiuti umanitari per periodi anche più lunghi e privando la popolazione di elettricità e di un adeguato accesso all’acqua. Ad agosto, i principali esperti mondiali in materia di insicurezza alimentare hanno dichiarato una carestia nella città di Gaza e nelle aree circostanti.
  • A maggio, le forze israeliane hanno rinnovato un’offensiva che ha distrutto la maggior parte delle infrastrutture civili rimaste nella Striscia. Hanno aperto il fuoco contro centinaia di palestinesi in cerca di cibo, uccidendone molti nei pressi o all’interno dei punti di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation, il sistema militarizzato sostenuto dagli Stati Uniti e affidato a società private per gestire gli aiuti umanitari.
  • A gennaio, le forze israeliane hanno avviato operazioni nel nord della Cisgiordania, svuotando tre campi profughi e costringendo all’evacuazione circa 32.000 persone, con azioni che si configurano come crimini di guerra, crimini contro l’umanità e pulizia etnica. Salvo rare eccezioni, le autorità hanno impedito ai residenti di tornare nei campi: è stato il più grande sfollamento avvenuto in Cisgiordania dal 1967.
  • Nel 2025 le violenze dei coloni israeliani, perpetrate in un clima di impunità, hanno raggiunto livelli che non si registravano da oltre 18 anni, con più di 2.660 episodi che hanno causato vittime o danni materiali entro il mese di settembre.
  • L’autorità palestinese ha intensificato la repressione del dissenso in Cisgiordania.
  • Dopo il cessate il fuoco, il braccio armato di Hamas ha compiuto apparenti esecuzioni sommarie di persone accusate di collaborare con l’esercito israeliano.  

Tutti i governi dovrebbero agire affinché si ponga fine alle atrocità. Tra i possibili provvedimenti, dovrebbero sospendere l’assistenza militare e l’invio di armi a Israele, imporre sanzioni mirate contro le autorità israeliane coinvolte nei gravissimi crimini in corso, sospendere gli accordi commerciali preferenziali con Israele, vietare il commercio con gli insediamenti illegali ed eseguire i mandati d’arresto della Corte penale internazionale.

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